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Vu sur Instagram : Je suis Samuel

Vu sur Instagram : Je suis Samuel

Je suis Samuel

Avec ces photographies vues dans notre fil d’actualité Instagram, nous pensons très fort à Samuel Paty, sa famille, ses collègues, ses amis et ses élèves. Emmanuel Macron prononcera ce mercredi à La Sorbonne un discours à la mémoire du professeur assassiné.
Nous ne publierons pas demain et nous retrouverons jeudi.

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Se n’è parlato poco Se n’è parlato poco di Samuel Paty, professore francese di 47 anni, decapitato per aver fatto una lezione sulla libertà di espressione. Non era la prima lezione che il prof. Paty faceva sulla Repubblica ai suoi alunni di scuola media, partendo proprio dalla parola “libertè”. Durante questa lezione mostrava, tra le altre, le tanto discusse immagini di Charlie Hebdo su Maometto e, sapendo di poter urtare la sensibilità di alcuni studenti di religione musulmana, lasciava libertà (appunto) di partecipare o meno alla lezione. Nessuno ha mai fatto storie, né è uscito dall’aula. Famiglie e allievi di qualsiasi credo religioso erano entusiasti di questo professore gentile e rispettoso, che spiegava educazione civica con empatia e serietà. Fino a quest’anno. Stessa lezione, stesse immagini, stessa premessa. Un’alunna torna a casa e racconta la lezione a suo padre, che prende la palla al balzo e monta una polemica sui social, sostenendo che il professore avesse obbligato i musulmani a lasciare l’aula, rivendicando ingiustizie laddove non ce n’erano e blasfemie laddove si stava insegnando il rispetto per le opinioni altrui. Alle accuse segue una denuncia, alla denuncia seguono le minacce. Fino al giorno in cui, all’uscita da scuola, il professore viene aggredito da un fondamentalista appena maggiorenne e decapitato di fronte ai suoi studenti. Se n’è parlato poco, ma ci sarebbe tanto da riflettere. Sulla libertà di espressione. Sul ruolo degli insegnanti. Sull’estremismo religioso. Sulla paura di indignarsi se il tema è politicamente controverso. #JeSuisProf

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Où est la liberté d'expression ? #jesuisprof

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